Dal 22 al 28 luglio 2026, quasi 120 pellegrini provenienti da Africa ed Europa hanno attraversato la Francia per vivere insieme il Pellegrinaggio internazionale per il Giubileo SMA–NSA. Suore NSA, padri SMA, missionari laici, giovani e amici hanno partecipato ad una settimana intensa e indimenticabile, dove la memoria dei Fondatori si è intrecciata alla gioia dell’incontro e alla bellezza della missione condivisa. Tre anniversari hanno guidato il cammino: 

  • 150 anni delle Suore di Nostra Signora degli Apostoli
  • 170 anni della Società delle Missioni Africane
  • 200 anni dalla nascita di p. Agostino Planque, Fondatore delle suore NSA e primo Superiore Generale della SMA.

Lille: alle sorgenti della vocazione

Il pellegrinaggio è iniziato a Lille, nella Chiesa di Santa Caterina, dove il giovane Agostino Planque pregava, quando ancora non immaginava ciò che Dio avrebbe compiuto attraverso di lui. Qui i pellegrini hanno riscoperto la semplicità delle origini, quel terreno nascosto in cui la vocazione cresce silenziosa.

Durante l’Eucaristia, p. Augustin Houessinon ha consegnato un invito che ha accompagnato i pellegrini nei giorni seguenti: “essere contemplativi nell’azione”. Un richiamo essenziale per chi vive la missione nel ritmo quotidiano delle scuole, delle parrocchie, degli ospedali, delle comunità: l’azione deve sempre nascere dalla preghiera.

Nella Cattedrale di Notre-Dame de la Treille, le suore hanno ritrovato il Planque insegnante, e lo hanno sentito ancora più vicino alla loro missione educativa. Molte hanno riconosciuto in lui un compagno di strada: un uomo che ha formato menti e cuori, come fanno loro oggi nelle scuole in Africa. Per alcune, come sr Odile Hermann, questo pellegrinaggio è stato un nuovo inizio, una riapertura della vita proprio nel luogo che custodisce la giovinezza del fondatore.

Chemy: il cuore del Giubileo

Il 25 luglio, giorno del bicentenario della nascita di padre Planque, i pellegrini sono entrati nel suo villaggio natale, Chemy. Le strade strette, le case vicine alla terra, la chiesa di Saint-Martin: tutto parlava di un’origine semplice, che oggi abbraccia il mondo intero.

La celebrazione è stata un incontro di culture e lingue, un ponte visibile tra Europa e Africa. I canti hanno riempito la chiesa in ristrutturazione, trasformandola in un luogo di festa e gratitudine. Gli abitanti del villaggio hanno accolto i pellegrini con stupore e affetto, riconoscendo in padre Planque un figlio che continua a generare fraternità due secoli dopo la sua nascita!.

Sr Mary T. Barron, Superiora generale OLA, ha meditato sui nomi di padre Planque (Agostino e Giuseppe) come sintesi di missione e custodia: chiamata e responsabilità, slancio e fedeltà. Ha ricordato anche lo scambio decisivo tra lui e mons. De Brésillac, quando il vescovo gli chiese di dedicarsi completamente all’opera missionaria e p. Planque rispose semplicemente: “Presente.”

Il pranzo condiviso con gli abitanti, nato spontaneamente, è stato uno dei segni più belli della giornata: un momento in cui la storia non era più solo memoria, ma vita che si mescola, piatti che passano di mano in mano, lingue che si intrecciano, volti che si riconoscono.

Lione: passato, presente e futuro

Il pellegrinaggio è proseguito a Lione, città speciale perché luogo di fondazione degli Istituti SMA e NSA. La conferenza del 27 luglio ha riportato al centro la complementarità tra i due Fondatori: mons. de Brésillac, uomo del Sud, e padre Planque, uomo del Nord. Due temperamenti diversi, un’unica volontà per il Vangelo. Mons. Brésillac vide in p. Planque “l’uomo provvidenziale” per l’opera missionaria e gli affidò la responsabilità della SMA con parole che ancora oggi risuonano nei cuori dei partecipanti: “La mia opera vivrà finché tu avrai la volontà di forgiarla. E tu sarai quella volontà. Quella volontà ha generato una famiglia missionaria che oggi continua a crescere, servire e testimoniare la bellezza della missione.

Vénissieux e Fourvière: memoria e invio

A Vénissieux, i pellegrini hanno pregato nella chiesa che custodisce la memoria della casa madre NSA e delle due beate martiri d’Algeria: sr Marie-Angèle e sr Bibiane. Un momento particolarmente toccante.

La conclusione del pellegrinaggio è stata anche un momento speciale di invio: Superiori, Consigli generali e laici si sono riuniti attorno all’altare in un gesto simbolico che ha espresso la missione condivisa di oggi, la responsabilità comune, la bellezza della collaborazione.

Le parole di sr Anicette riassumono il senso profondo di questa settimana:

Un giubileo è un tempo di grazia, di memoria e di rinnovamento. È l’occasione per rendere grazie a Dio per il cammino percorso, per chiedere perdono per le nostre mancanze e per ripartire con slancio nuovo nella missione. Per noi, SMA e NSA, questo triplo giubileo è anche una celebrazione di fedeltà e di speranza. Il messaggio che vogliamo trasmettere è quello della gratitudine e dell’unità.  

Gratitudine verso i fondatori e verso tutti coloro che ci hanno preceduto e hanno seminato.  

Unità tra SMA e NDA, tra le generazioni e tra i popoli che serviamo.  

E infine, un appello alla missione: continuare a essere testimoni di speranza là dove il mondo ne ha più bisogno!