Stanno per partire. Fra qualche giorno tutte le imbarcazioni si uniranno per salpare insieme: la Global Sumud Flotilla partirà alla volta di Gaza, con la speranza di consegnare le tonnellate di cibo raccolte per la popolazione affamata.

Venerdì 29 agosto i genovesi hanno dato grande prova di generosità, consegnando tonnellate di cibo per Gaza. Tra loro c’ero anch’io, in rappresentanza delle suore NSA di Genova. Un piccolo, ma significativo contributo alla raccolta per la Global Sumud Flotilla, nata quest’estate 2025 come il più grande convoglio marittimo civile mai visto, composto da oltre 50 imbarcazioni da almeno 44 paesi, con l’obiettivo di spezzare il blocco israeliano sulla Striscia di Gaza e portare aiuti umanitari e un messaggio di pace.

Sumud” è una parola araba che significa resilienza, perseveranza, tenacia: il cuore del popolo palestinese che non si arrende. Scopo della missione è rompere il silenzio, rendere visibile la sofferenza dei nostri fratelli e sorelle in Gaza e chiedere al mondo un gesto di giustizia: supportare la fine dell’assedio, denunciare il genocidio, aprire vie di speranza. Ciò che commuove è che non è stata una convocazione dai governi del mondo, ma una consapevolezza nata dal basso, che si è fatta azione condivisa.

La nostra città, Genova, si è risvegliata con cuore commosso: grazie a Music for Peace e al collettivo CALP (Lavoratori Portuali), sono state raccolte il doppio delle tonnellate di generi alimentari richieste, pronte ad essere imballate e a salpare da questo porto di mare e di solidarietà. 

La Caritas diocesana ha collaborato nell’acquisto e nell’organizzazione. 

Alle 21 di sabato 30 agosto, insieme a centinaia di persone mi sono unita al corteo silenzioso, illuminato da fiaccole e bandiere palestinesi. Insieme abbiamo attraversato la sopraelevata (simbolo della nostra città sospesa tra passato e futuro) per scendere verso il Porto Antico, dove attendevano le imbarcazioni pronte a salpare il lunedì successivo. Abbiamo trasformato la piazza e le strade in un luogo di fratellanza, accompagnando simbolicamente la Flotilla verso il mare aperto. Al porto, il vescovo Marco Tasca ha impartito la benedizione alle barche, suggellando il viaggio con la benedizione della Chiesa genovese.

Le tonnellate all’interno delle imbarcazioni portano con sé un dono prezioso: non solo alimenti, ma la fiducia e la generosità dei miei concittadini. Come suore NSA abbiamo deciso di aiutare anche in altri modi il popolo palestinese. La preghiera innanzitutto, perché il Signore doni la pace vera a questo mondo. E poi piccole azioni fraterne di aiuto. Questo piccolo gesto, a Genova, tra la gente unita per fare il bene, per me ha significato dire “Sì, siamo insieme nel chiedere pace e giustizia”. Uno dei compiti dei missionari è farsi ‘voce per chi non ha voce’, ricordare che siamo ‘fratelli tutti’, soprattutto i popoli meno considerati e sofferenti. Perché la solidarietà non può restare ferma, non ci si rassegna al dolore muto. 

Magari questa Flottilla non arriverà a Gaza, forse non le permetteranno di consegnare gli aiuti, ma ogni tonnellata di aiuto e ogni bandiera al vento diranno più forte delle parole che c’è chi ama, chi condivide, chi costruisce ponti. È una preghiera in azione: far valere la dignità, restituire speranza, sostenere la vita.

Invitiamo tutti, nel proprio piccolo, a mantenere accesa la luce sul grido dei popoli del mondo. Invitiamo a un gesto semplice e una preghiera. Buon vento alla Global Sumud Flotilla!

sr Giuliana Bolzan NSA

Fonte foto: msn.com | liguriaoggi.it | globalist.it