C’è un’aria che non si dimentica facilmente. 

È quella che abbiamo respirato al Festival della Missione 2025, tenutosi nel cuore pulsante di Torino, tra le piazze, le chiese, i teatri e le strade che si sono trasformate in luoghi di incontro, ascolto e testimonianza. Un evento che ha saputo intrecciare voci, volti e storie da ogni angolo del mondo, in un abbraccio missionario che ha scaldato il cuore di tutti. Il tema era: il volto prossimo. E di volti, in questi giorni, ne abbiamo visto e ascoltato tanti…

Perché sì, anche noi suore NSA, c’eravamo! Sr Mary, sr Giuliana, sr Evelyn, sr Annastesia, sr Catherine, sr Felicia, sr Annarosa, sr Sandra e sr Daniela… una forza multiculturale a servizio di questa bella manifestazione! Abbiamo avuto la gioia di far parte del team di animazione missionaria in Piazza Castello, uno dei cuori pulsanti del Festival. Lì, tra canti, danze, testimonianze e momenti di preghiera, abbiamo condiviso la bellezza della missione con passanti curiosi, famiglie, giovani, religiosi e religiose di tanti Istituti. È stato un vero “cantiere di fraternità”, come lo ha definito una delle nostre sorelle.

“Mi ha colpito la qualità dell’organizzazione e la profondità delle tematiche affrontate. Non era solo un evento, era un’esperienza di Chiesa viva, in uscita, che parla al cuore della gente. Che gioia ritrovarci con altri Istituti missionari! È stato come riconoscersi parte di una stessa famiglia, con carismi diversi ma un unico sogno: annunciare il Vangelo con la vita”.

E poi c’era la gente. Tanta, attenta, sensibile. Persone che si sono fermate, hanno fatto domande, hanno ascoltato. Alcune ci hanno confidato di sentirsi “in ricerca”, altre ci hanno ringraziato per la testimonianza. 

In quei momenti, anche un semplice sorriso o una stretta di mano diventavano segni di speranza.

Tra noi suore, si è creato un clima di grande affiatamento. Abbiamo lavorato insieme, pregato insieme, riso insieme. È stato un tempo di fraternità autentica, che ci ha ricaricate nel corpo e nello spirito. Un dono prezioso, che portiamo nel cuore.

Il Festival ha visto la partecipazione di ospiti internazionali di grande rilievo: tra loro, i familiari di due Premi Nobel per la Pace (Kim Aris, figlio di Aung San Suu Kyi, e Taghi Rahmani, marito di Narges Mohammadi) che hanno portato testimonianze toccanti di resistenza e speranza. Emozionante anche la presenza del regista palestinese Badel Adra, vincitore dell’Oscar per il documentario No Other Land, che ha condiviso il suo impegno per la giustizia e la dignità dei popoli.

Accanto a loro, tanti ospiti italiani: missionari, artisti, giornalisti, teologi e giovani impegnati nel sociale, che hanno animato dibattiti, laboratori e spettacoli. 

Un mosaico di voci che ha reso il Festival un vero laboratorio di futuro.

Il nostro desiderio? Che questo Festival non resti un evento isolato, ma diventi un seme. 

Un seme di speranza, di fraternità, di missione condivisa. In Italia e nel mondo. Perché, come ci ricorda Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale: “la missione è passione per Gesù, ma nello stesso tempo è passione per il suo popolo”.

Grazie a chi ha reso possibile tutto questo. E grazie a voi, amici e amiche che ci seguite: continuiamo a camminare insieme, con lo sguardo aperto al mondo e il cuore acceso di Vangelo!

Le vostre suore NSA