Sr Maria Grazia è tornata alla casa del Padre a fine marzo e molti sono stati i messaggi, da svariate parti del mondo, di condoglianze e di ricordo di questa sorella generosa e dal carattere positivo e sempre sorridente. Il funerale è stato come sempre vissuto nella semplicità, ma con tanta pace e gioia insieme alla famiglia venuta numerosa, alle suore NSA e ai padri SMA presenti. 

Ringraziamo ancora il Signore per il dono che è stata la sua vita!

Sr. Maria Grazia nasce a Arluno il 13 marzo del 1930. Ultima di dieci figli, all’età di 5 anni, perderà il papà e la mamma nel giro di otto giorni. Sarà accolta con gli altri fratelli piccoli nella famiglia di uno dei fratelli maggiori, dove troverà l’affetto di nuovi genitori e di “nipoti” che saranno per lei come fratelli.

La partecipazione all’Azione Cattolica le ha probabilmente permesso di conoscere il convento di Bardello, dove si svolgevano regolarmente gli esercizi spirituali, e dove si potevano incrociare le giovani che si stavano preparando a diventare suore e a partire in missione. Il Signore fa sentire la sua chiamata e Angela entra in formazione tra le Suore di Nostra Signora degli Apostoli. Farà la prima professione l’8 marzo 1953. Partiràa nel 1954 per quello che diventerà il suo secondo paese di appartenenza: la Costa d’Avorio. Dal ’54 al ’71 sarà a Gran Bassam, Daloa, Memni e Bouaké: 17 anni passati principalmente con ragazzi e giovani. Si occupa delle ragazze come responsabile del pensionato, è nella Animazione Vocazionale, è Consigliera dei movimenti di azione cattolica ragazzi e giovani studenti e lavoratori. Ma è anche impegnata nelle visite nei villaggi, dove si fa catechesi, promozione della donna, puericultura.

Rientra in Italia nel ’71 per tre anni di studio e formazione: l’esame per il diploma di scuola media da preparare, i corsi di catechesi, la scuola di taglio e cucito. Tutto è in vista della ripartenza: nel 1974 ritorna a Bouaké con le stesse responsabilità, ma con nuove competenze che le permettono di formare 

anche professionalmente le ragazze e le donne perché possano guadagnarsi la vita come sarte.

Il suo lavoro di educatrice è apprezzato a tal punto che già nel febbraio 1976 sr Maria Grazia è decorata dallo Stato della Costa d’Avorio per il suo servizio educativo presso i giovani.

Viene però il tempo del rientro in Italia. È chiamata per la missione a Feriole e vi resterà per ben 11 anni collaborando con i padri SMA. È un periodo, come lei stessa scriverà, non privo delle ansie e paure che accompagnano il riadattamento in Italia dopo tanti anni in Africa, ma è anche un tempo “intenso e bello” per i tanti incontri e relazioni vissuti portando la “Buona Novella” attraverso l’Animazione Missionaria Vocazionale, le attività in parrocchia con la Caritas, la visita agli anziani, alle famiglie, e poi l’accoglienza in comunità dei gruppi e delle tante persone che frequentano la casa… 

Ma la Costa d’Avorio chiama ancora e nel 1994 Sr Maria Grazia riparte, inizialmente a Tengrela, in zona di prima evangelizzazione, e poi dal 1999 al 2004 ad Abengourou, nella comunità del noviziato, dove gestirà la costruzione del nuovo centro di spiritualità e accoglienza diocesano. Quando nel 2004 rientra in Italia, a Bardello dove sarà responsabile di comunità, sembra che l’addio all’Africa sia definitivo, ma nel 2008 le viene chiesto ancora di far parte della comunità del noviziato ad Abegourou. Vi rimarrà tre anni, ma già i suoi problemi di memoria si fanno evidenti. Rientra nel 2011, inizialmente nella comunità di Genova e infine qui a Bardello nel 2014.

Penso davvero che tutti abbiamo apprezzato di Sr. Maria Grazia il sorriso, la capacità di vedere il bello, il buono delle situazioni… per anni, anche disorientata, ci ha arricchito con la capacità di stupirsi del bene, con una bontà che traspariva da quel suo sguardo azzurro limpido che andava diritto al cuore e che riemergeva a tratti anche in questi ultimi tempi della sua vita, a volte così faticosi e sofferenti. La sua è stata la testimonianza di una persona che aveva trovato l’essenziale, lo custodiva nel cuore e lo trasmetteva con semplicità: la capacità di riconoscere il bene e di ringraziare. Una testimonianza che è ancora più preziosa perché non dovuta semplicemente a un ”buon carattere”, ma frutto di un cammino di accoglienza e obbedienza alla grazia che nasce dalla Parola di Dio. 

Scriveva Sr. Maria Grazia: “Pregare è una necessità. Essere lieti, cioè essere pieni di fiducia nel Signore, sono cose che mi danno ovunque sicurezza e per questo il grazie viene spontaneo. La nostra preghiera di ringraziamento ci aiuti a lavorare sempre lieti e fiduciosi nel Signore”.

Signore, ti ringraziamo per il dono che è stata la sua vita, e che dal cielo ci aiuti ad essere sempre lieti e pieni di fiducia in te.

Sr Daniela Bellini, NSA

Concludiamo con un messaggio particolarmente toccante di una persona di Feriole che ha voluto omaggiarla così:

Grazie Padre Buono, per avere Donato a me e alla mia famiglia, la Gioia di aver avuto accanto suor Maria Grazia. Con le sue parole, la sua presenza e vicinanza ci ha aiutato ad iniziare il nostro percorso di Famiglia. Nella Gioia, nelle difficoltà, nel dolore lei era presente e vicina a noi.

Anna, Pierandrea , mamma Patrizia ed io siamo cresciuti come Famiglia con Lei accanto, una seconda mamma. Nella comunità di Feriole era ed è esempio e dolcezza nel vivere quotidiano

Ti Prego, Padre Buono, accoglila tra le tue braccia aperte e fai sentire la tua vicinanza alla comunità NSA e SMA. Loro, per noi di Feriole, ma per la Chiesa tutta, sono esempio e Testimoni del tuo infinito Amore.”