Il 10 marzo abbiamo pregato per sr Maria Redenta, suora NSA, che il Signore ha richiamato a sé il giorno precedente. Il Consiglio Generale, Sr Marta e Sr Attilia, le Provinciali della Costa d’Avorio, del Ghana, del Togo, i padri SMA in Italia, e altri che hanno conosciuto sr Maria Redenta, ci hanno manifestato la loro vicinanza attraverso le condoglianze e l’affetto.

Anche in comunione con loro abbiamo dato l’ultimo saluto alla nostra consorella con una celebrazione funeraria semplice ma sentita, con la partecipazione di numerosi membri della famiglia (a questo LINK il bel testo dell’omelia).

Sr Maria Redenta nasce a Valmadrera l’8 gennaio 1936 ed è battezzata con il nome di Virginia. 

I genitori non le trasmettono solo la vita, ma anche la fede, una fede che nella giovinezza, come dirà lei stessa, si radicherà e darà senso alla sua vita con la partecipazione all’Azione Cattolica e alla vita in Oratorio, e con l’accompagnamento nel discernimento vocazionale.

Valmadrera – scriverà Sr Maria Redenta – è un “giardino di vocazioni”. 

Già negli anni ’40 alcune giovani del paese erano diventate Missionarie NSA: sr. Giselda, Sr. Artura, Sr Adonai, sr. Adelina… e tra il 1957 e il 1958 ben 14 ragazze lasceranno Valmadrera per rispondere alla chiamata alla vita consacrata in diversi istituti.

Virginia è una di queste. Lei stessa racconta: “Incontrate alcune missionarie di Nostra Signora degli Apostoli, tornate dall’Africa per un periodo di riposo a Valmadrera, negli incontri con loro si è accesa in me la passione per la missione, fuoco che non si spegnerà”.

Entrerà a Bardello per la formazione nel 1957 e sarà sempre grata ai suoi genitori di aver accettato con lei di fare dono della sua vita al Signore.

L’8 settembre del 1959 fa la sua Prima professione ed è inviata prima a Parigi poi a Lione per seguire le ragazze dello studentato, ma già nel 1961 c’è l’invio in Africa e precisamente in Bénin, dove resterà per dieci anni tra Savé e Bokumbé. È educatrice, catechista, accompagnatrice dei fidanzati… Sono anni intensi, che ricorderà sempre con gioia, anni di scoperta di un mondo nuovo, diverso e dei suoi valori: accoglienza, ospitalità, solidarietà, presenza di Dio…

Scrive: “A contatto con la gente ho capito che dovevo essere una presenza in mezzo a questo popolo affamato di tante cose: fame di cibo per il corpo, fame della Parola di Dio, fame di una formazione spirituale e umana più profonda”.

Nel 1971 rientra in Italia per prendere il diploma di scuola materna e resterà ad Airuno fino al 1979, alla comunità della Sorgente, per l’Animazione Missionaria Vocazionale. Di lei si ricordano ancora con stima e affetto i padri della SMA con i quali ha lavorato per l’Animazione.

Nel 1979 riparte per l’Africa, ma questa volta è per la Costa d’Avorio: 12 anni a Gagnoa – 5 anni a Agboville – 2 anni a Tengrela – 9 anni a Adjamé – 4 anni à Adzopé… 32 anni nei quali è soprattutto a servizio dei ragazzi e dei giovani come catechista, consigliera nei movimenti di azione cattolica, accompagnatrice vocazionale, responsabile di studentato, biblioteche…

Ma c’è un qualità di presenza che dà senso profondo al suo “fare”… Negli ultimi anni della sua missione in Costa d’Avorio scrive: ”Al di là degli impegni pastorali cerco di essere una presenza disponibile, che ascolta, organizza, educa e forma. Una presenza che vuole essere segno di speranza. Dopo tanti anni trascorsi in Africa, rileggo oggi il percorso della mia vita missionaria e posso dire di essere stata pienamente felice e il Signore sa fino a che punto i fratelli e le sorelle incontrati mi abbiano evangelizzata e interpellata col loro stile di vita. Di tutto ciò sono grata a questo popolo e rendo grazie al Signore. La missione è dare e ricevere, e di questo sono sempre più convinta”.

Nel 2011 lascia definitivamente l’Africa. Sarà a Roma in casa Generalizia e poi ad Airuno fino al 2020 con vari servizi in comunità.

Dal 2020 era qui a Bardello, sempre disponibile al servizio, dalla portineria al refettorio…

L’abbiamo persa in un mese. Proprio il mese scorso, al termine dei funerali di Sr. Luigina, parlavamo del mistero della morte, di questo ritorno a quella “casa” di cui abbiamo in cuore una profonda nostalgia, ma a cui, lo sappiamo, non è facile andare incontro. E questo incontro lei lo ha preparato in questa ultima settimana attraverso la semplicità e la docilità di una malata che non voleva disturbare, che era grata per le attenzioni, per la pazienza…

Allora vogliamo ringraziare il Signore per avercela data come sorella, facendo nostre le sue parole per la festa del suo 50° di vita religiosa: “Grazie al Signore per il suo amore, la sua fedeltà, per il dono della vocazione. Per quello che ha potuto fare in me e attraverso di me, malgrado la mia fragilità e povertà.

Ho potuto constatare la presenza del Signore ieri, oggi, e domani, ne sono sicura, sarà ancora là agli  appuntamenti quotidiani. Grazie Signore per la tua presenza amante nella mia vita! E vorrei dire con l’Apostolo Paolo: ‘So in chi ho messo la mia fiducia!’

Ringraziamo ancora il Signore per averci dato questa sorella: che possa gioire della pienezza della vita con Colui che l’ha amata da sempre.

 sr Daniela Bellini NSA