Che cosa succede quando l’incontro con l’altro diventa un’occasione per allargare il cuore e imparare a guardare il mondo con occhi nuovi?

Dall’Algeria, sr. Marta Pettenazzo ci racconta un tempo fatto di amicizia, condivisione e ricerca comune della Parola di Dio. Tra incontri pastorali, attenzione ai giovani e ai più poveri, e la vita quotidiana della comunità NSA, scopriamo una missione che si costruisce anche attraverso gesti semplici, relazioni autentiche e il desiderio di camminare insieme, oltre ogni differenza.

 “I colloqui, le risa in compagnia, lo scambio di cortesie affettuose, le comuni letture di libri ameni, i comuni passatempi ora frivoli ora decorosi, i dissensi occasionali, senza rancore, come di ogni uomo con se stesso, e i più frequenti consensi, insaporiti dai medesimi, rarissimi dissensi; l’essere ognuno dell’altro ora maestro, ora discepolo, la nostalgia impaziente di chi è lontano, le accoglienze festose di chi ritorna: questi e altri simili segni di cuori innamorati l’uno dell’altro, espressi dalla bocca, dalla lingua, dagli occhi e da mille gesti gradevolissimi, sono l’esca, direi, della fiamma che fonde insieme le anime e di molte ne fa una sola”. (Sant’Agostino, Confessioni, IV, 8.13)

Carissime e carissimi,

Qualche giorno fa, a commento del Vangelo del giorno, leggevo questa frase di Martin Buber: “L’incontro con l’altro non avviene attraverso le opinioni o le idee, ma attraverso la condivisione di una storia e la memoria delle esperienze vissute”.

Questo è tanto più vero, quando si può godere del grande dono dell’amicizia!

Durante questo mese di settembre ho avuto la gioia di accogliere una coppia di carissimi amici, Narciso e Vanna. Insieme abbiamo visitato alcuni luoghi importanti perché legati alla ricca esperienza di S. Agostino, nato e vissuto in questa terra di Algeria. Così, visitando Costantina, Ippona, Algeri e dintorni,

abbiamo preso del tempo per leggere e commentare alcune frasi celebri di questo filosofo e santo, che è stato vescovo di Ippona dal 396 al 430, anno della sua morte.

Il grande dono dell’amicizia che mi lega a queste due persone, e ad alcune altre, mi spinge a ringraziare e allo stesso tempo a desiderare che questa “via di conoscenza” si rinnovi e mi permetta di allargare ancora di più i miei orizzonti.

Prima di partire per questa breve e intensa vacanza, abbiamo vissuto le “Giornate pastorali” a Tlemcen. Quest’appuntamento annuale che riunisce tutti e tutte i consacrati e sacerdoti della chiesa di Orano e alcuni cristiani algerini e studenti – una settantina di persone – ci ha permesso di iniziare insieme il

prossimo anno pastorale che sarà sotto l’insegna della ‘Parola’. La proposta che ci è rivolta è quella di metterci tutti a ‘Scuola della Parola’, vale a dire pregare, riflettere e vivere personalmente e insieme, a partire da un versetto tratto dai Vangeli della domenica del mese successivo.

Questo dovrebbe aiutarci non solo a far crescere la fraternità fra di noi, ma anche a impegnarci concretamente, ciascuno mettendo a servizio della chiesa e della società i doni e le competenze personali. Tre sono gli ambiti che anche quest’anno avremo al centro della nostra attenzione: i giovani, i poveri e la comunità cristiana (parrocchia).

Due sacerdoti ci hanno raggiunto in Diocesi, un cappuccino beninese, p. Jacques e un prete diocesano del Mali, p. Theodule. A loro i nostri auguri di buon inserimento.

E per finire qualche notizia della comunità NSA. Dopo aver partecipato al corso per i nuovi arrivati, sr. Carole inizierà domenica prossima l’anno di formazione in arabo dialettale ad Algeri. Con sr. Eloise continueremo nel frattempo ad occuparci del Centro femminile e del doposcuola oltre che dei giovani studenti, per Eloise e del nuovo incarico in economato diocesano per me.

Attendiamo con impazienza una quarta consorella, che affido alle vostre preghiere!

Ecco in sintesi la nostra Vita!

Che il Signore ci conceda di far esperienza almeno una volta nella vita del dono grande dell’amicizia, senza guardare al colore della pelle, alla religione o al credo di ciascuno/a, ma soltanto con il desiderio di poter “essere ognuno dell’altro ora maestro, ora discepolo”.

Buon Mese missionario! Vi abbraccio con affetto.

 Sr. Marta Pettenazzo NSA