Da qualche giorno è arrivata l’estate. Lo abbiamo sentito molto chiaramente con l’afa e il termometro che è balzato sopra i trenta gradi… Ogni anno questo tempo ci porta una grande sfida: trasformare questi mesi in mesi benedetti per noi e per chi ci sta accanto. L’estate non è solo una parentesi climatica, ma può diventare uno spazio sacro, un tempo propizio per ritrovare sé stessi, riscoprire Dio e ricominciare a vivere con più pienezza.
In un mondo spesso segnato da instabilità, notizie cupe e ritmi incessanti, la pausa estiva – anche se breve o vissuta senza partire in vacanza – offre un’opportunità preziosa di ricarica spirituale, fisica e mentale. Qualche giorno fa il vescovo di Fidenza, mons. Vezzoli, ha scritto un messaggio per il tempo di riposo estivo, dove sottolinea che tra i rimpianti passati e lo stress per il futuro, c’è “la vita reale, ossia la fedeltà al proprio oggi, lo sguardo più positivo sul presente che ci è concesso di vivere e davanti al quale si sta con atteggiamento di umiltà, di dono e di responsabilità. Non dimentichiamo che il tempo non è una conquista, ma un dono che ci è dato di vivere; è nostra responsabilità accoglierlo come tale”. Nella prospettiva ebraico cristiana “Dio è signore del tempo e della storia; a Lui appartiene il nostro vivere, la nostra progettualità e la nostra vocazione, il nostro passato, il presente e il nostro futuro.”.
Noi suore NSA vi invitiamo a vivere questi mesi non come un vuoto da riempire, ma come un dono da accogliere, un terreno fertile dove il Signore può operare nuove meraviglie in noi!
Perché l’estate può essere un tempo di ricostruzione? Perché il corpo chiede riposo, ma anche il cuore anela alla pace. Perché la mente può liberarsi, anche solo un po’, dalla fatica quotidiana. Perché Dio non va in vacanza: anzi, ci aspetta proprio lì dove siamo, con le mani pronte a rialzarci e ricrearci.
Vi proponiamo allora cinque consigli per un’estate di rinascita:


Che tu sia in città, in montagna o in riva al mare, che tu possa partire o no, il Signore ti viene incontro in questa estate. Basta aprirgli la porta con fiducia!
“Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?”
(Isaia 43,19)
Nel cuore dell’estate, quando le giornate rallentano e il rumore si attenua, la preghiera può diventare ancora più intensa, vera, trasformante. Non è un dovere da sbrigare, ma un incontro da desiderare. Un tempo privilegiato per lasciarsi guardare, amare e rigenerare dal Signore.
Ecco una preghiera per un’estate da vivere con il Signore.
