È passato più di un anno ormai dalla partenza di sr Marta Pettenazzo per l’Algeria.

Un tempo in cui iniziare a conoscere questo Paese mediterraneo e al contempo in buona parte sahariano e per la quasi totalità musulmano. Un tempo per imparare passo passo la lingua araba, parlata dalla gente, forse più del francese coloniale. Un tempo dove costruire una nuova comunità, insieme ad altre due consorelle, inserita nella ‘piccola chiesa’ algerina.

Ecco cosa ci scrive sr Marta dalla missione:

Finché non avremo misurato la lunghezza, la larghezza, l’altezza, la profondità, l’intera estensione dell’abisso che ci separa, non saremo pronti a riconoscerci, a conoscerci, ad amarci”. Beato P. Claverie (Vescovo martire di Orano)

Carissime e carissimi, eccoci di nuovo insieme! 

Sr. Sandra è partita stamattina (sr Sandra Catapano NSA). È stato bello e importante averla qui con noi per l’intero mese di gennaio. Dopo più di dieci anni di permanenza in questo Paese, Sandra conosce non soltanto la casa, ma soprattutto le persone, i luoghi, le usanze … così è stata una buona guida per la comunità nascente. Le siamo molto riconoscenti!

Nel frattempo ciascuna prende confidenza con le attività in casa, con i nuovi incarichi parrocchiali e diocesani … e con l’arabo …

E intanto per la sottoscritta un anno è già passato! … anzi volato via!

Durante questo mese di gennaio abbiamo avuto la gioia di ricevere la visita del nostro vescovo Davide e di condividere con lui non soltanto le nostre storie di vocazione e vita missionaria (molto belle!), ma anche le sfide che ci aspettano. Mons. Davide ci ha consigliato di prendere tutto il tempo necessario per conoscere la popolazione che ci accoglie – per incarnarci – ascoltare, fare domande, essere attente … perdonare …

Ci ha raccomandato di essere generose, perché tutto quello che non è donato è perso. Ha sottolineato l’importanza di essere “presenti” nelle attività che si svolgono in casa nostra e non soltanto spettatrici. E, cosa importante – ribadita anche nella lettera che ha recentemente indirizzato a tutte le persone consacrate – ha invitato tutti e tutte a “camminare con le due gambe” cioè a non fare la differenza tra servizio alla nostra diocesi e servizio all’Istituto a cui apparteniamo. Siamo qui in nome della Famiglia religiosa che ci ha inviate, per servire in questa Diocesi la popolazione che vi risiede, indipendentemente dalla religione che professa. 

Bel programma!!

Siamo missionarie. Non possiamo annunciare il Vangelo con le parole, ma possiamo farlo con la nostra vita, nella misura in cui il nostro tempo è dedicato al Signore e alla gente. In fin dei conti, per comunicare il suo amore non c’è bisogno di parole!

Siamo missionarie. Per questo siamo chiamate ad essere creative e ad esserlo insieme. 

Bellezza, diversità e libertà … tre parole che ci aiuteranno a capire se stiamo percorrendo la via giusta. Se ci pensiamo bene, anzi se ascoltiamo con sincerità il nostro cuore, possiamo dire e dirci che per conoscere e amare veramente – oltre che per lasciarci amare (cosa ancora più difficile) – c’è bisogno di tempo, di pazienza, di ascolto e di chissà cosa ancora … fiducia?!

Questa è la sfida che supera tutte le altre in estensione e profondità! 

Che il Signore ci aiuti ad essere aperti alla Relazione con lui, per poter costruire relazioni sane, belle, libere e feconde! Lo chiedo per me e per voi. Un forte abbraccio. 

Sr. Marta