Dove soffia lo Spirito, la missione fiorisce!
Questo numero del nostro notiziario nasce in un tempo particolarmente ricco di grazia. La Pentecoste, che abbiamo appena celebrato, ci ricorda che la Chiesa non vive solo di ricordi, ma di Spirito: di quel soffio che apre porte chiuse, che accende coraggio, che trasforma la paura in missione. È lo stesso Spirito che, 150 anni fa, ha ispirato p. Agostino Planque a dare vita al nostro Istituto; lo stesso che ha sostenuto i nostri Beati martiri d’Algeria nel dono totale della loro vita; lo stesso che oggi continua a farci camminare, anche quando i passi sono più lenti ma il cuore resta ardente.
Pentecoste è sempre un nuovo inizio. E quest’anno, per noi, lo è ancora di più: un Giubileo che ci invita a guardare la nostra storia non come un museo, ma come un fiume vivo, che continua a scorrere attraverso le nostre comunità, le nostre relazioni, la nostra preghiera. È lo Spirito che ci ricorda che la missione non è un compito da svolgere, ma un modo di essere: un amore che si lascia inviare, sempre. In questo clima di gratitudine e di rinnovamento, celebriamo anche i 30 anni dal martirio dei 19 Beati d’Algeria, tra cui le nostre sr Bibiane e sr Angèle‑Marie. La loro testimonianza ci parla ancora oggi con una forza sorprendente: non hanno scelto l’eroismo, ma la fedeltà; non hanno cercato il martirio, ma la vicinanza; non hanno difeso un’idea, ma custodito relazioni. Il loro “restare” accanto al popolo algerino è un Vangelo vissuto, un invito a credere che la pace nasce sempre da piccoli gesti quotidiani.
Questo numero del notiziario vuole proprio accompagnarci dentro questo tempo di memoria e di futuro. Troverete un approfondimento sul viaggio di Papa Leone XIV in Africa: un viaggio che ha mostrato al mondo un continente giovane, vivo, capace di parlare alla Chiesa con la sua speranza e le sue ferite. Un viaggio che ci ricorda che la missione non è mai a senso unico: si riceve molto di più di ciò che si dona. Due testimonianze ci accompagnano a meditare su questi temi. La testimonianza di sr Sandra Catapano che ci riporta al cuore dei martiri d’Algeria: non una commemorazione, ma una lezione viva per il nostro presente. In un tempo segnato da tensioni e aggressività, la loro scelta di dialogo, fraternità e nonviolenza diventa una strada concreta per tutti. E la voce di sr Marta Pettenazzo, che ci apre uno scorcio sulla Chiesa-mosaico dell’Algeria: una presenza piccola ma luminosa, fatta di relazioni, di accoglienza, di vita condivisa con i fratelli musulmani. Una Chiesa che non fa rumore, ma costruisce pace. Riviviamo poi la festa del 1° maggio a Bardello: una celebrazione semplice e gioiosa, dove sacerdoti e sorelle hanno ricordato insieme i 150 anni del nostro Istituto. Le parole dell’omelia di don Fabrizio ci hanno ricordato che la missione non finisce mai: finché c’è amore, c’è missione! E concludiamo con un grazie speciale rivolto a tutti i benefattori che hanno reso possibile il bene fatto in questi mesi e in questi 150 anni!
Pentecoste ci insegna che lo Spirito non ci chiede di essere perfetti, ma disponibili. Non ci chiede di fare grandi cose, ma di lasciarci trasformare. Non ci chiede di guardare indietro con nostalgia, ma avanti con fiducia.Che questo tempo giubilare ci trovi così: radicati nella memoria, aperti al futuro, uniti nella missione.
E che i nostri Beati d’Algeria, insieme a Maria, Nostra Signora degli Apostoli, continuino a soffiare su di noi il coraggio della tenerezza, della pace e della gioia.
La Redazione