In un mondo che cambia, dove le distanze si accorciano e le culture si intrecciano, è sempre più urgente costruire spazi di dialogo, comprensione e collaborazione. È in questo spirito che si è svolta la tavola rotonda presso l’Università Lumsa di Roma, un evento che ha messo al centro l’educazione come strumento di cooperazione tra Africa ed Europa, e come via privilegiata per la crescita condivisa.

Durante l’incontro, è stato presentato il Lumsa Africa Center, nato per promuovere la formazione dei giovani africani e rafforzare il legame educativo tra i due continenti. Come ha sottolineato Stefania Giannini, vice direttrice generale dell’UNESCO, l’educazione è al tempo stesso vittima e soluzione di tutti i conflitti. È attraverso l’istruzione che possiamo superare le barriere, abbattere gli stereotipi e costruire una società più giusta e inclusiva.

La tavola rotonda alla Lumsa ha mostrato quanto sia possibile e necessario vivere insieme, anche se diversi. In Italia, e in particolare in Vaticano, si sta dando spazio a progetti che mettono l’educazione al centro della vita fraterna. L’accordo tra la Fabbrica di San Pietro e l’Iccrom, che prevede la formazione di giovani artisti africani nella Basilica Vaticana, è un esempio concreto di come la cultura e l’arte possano diventare strumenti di dialogo e crescita condivisa.

Come Suore NSA, ci sentiamo profondamente coinvolte in questa missione. Operiamo in diversi Paesi dell’Africa e del mondo, animate dal desiderio di promuovere la fratellanza universale e la bellezza della diversità. Crediamo che ogni cultura abbia qualcosa da insegnare e qualcosa da imparare, e che il dialogo interculturale sia una ricchezza da coltivare.

Attraverso le scuole che fondiamo e gestiamo, mettiamo al centro l’educazione, soprattutto quella delle ragazze, affinché possano diventare cittadine consapevoli, protagoniste del cambiamento e ponti viventi tra etnie, religioni e classi sociali. L’Africa, con la sua giovane popolazione e il suo potenziale creativo, ha tutte le risorse per essere protagonista del proprio sviluppo e contribuire con originalità alla crescita del mondo.

Siamo grate per ogni occasione che ci permette di contribuire a un mondo più fraterno, dove l’educazione diventa seme di pace, giustizia e bellezza. E siamo felici di vedere che anche in Italia si coltiva questo sogno, con coraggio e visione.

In ogni scuola che abbiamo visitato in Italia, portando moduli di educazione alla mondialità, abbiamo visto quanto sia importante coltivare l’interculturalità nei ragazzi, fin da piccoli. Il nostro mondo, Italia inclusa, sarà sempre più multiculturale. È quindi una grande occasione poter curare le relazioni tra le ricchezze culturali che vi abitano già. Un grande grazie a tutti gli insegnanti sensibili a questi temi, che lavorano per questo obiettivo. Ciascuno di noi può mettere il suo tassello in questo mosaico culturale. Aiutiamo, nel nostro piccolo, l’espansione di questa fraternità universale, che già papa Francesco sottolineava e che papa Leone continua a sostenere.

Che il nostro impegno comune possa continuare a generare ponti, non muri. E che ogni giovane, in Africa come in Europa, possa trovare nella scuola un luogo dove scoprire il proprio valore e il proprio ruolo nel mondo.

Non c’è futuro del mondo senza futuro per l’Africa.” (Stefania Giannini)

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