Ci sono luoghi che, appena ci entri, ti fanno sentire a casa.  

La casa di Feriole (PD), in particolare nei due weekend della festa missionaria SMA-NSA, è stato esattamente questo: un cortile che profuma di accoglienza, di volti ritrovati, di vita condivisa. Una famiglia che da cinquant’anni continua a portare al territorio la passione per la missione. 

Quest’anno non era una festa qualunque. Era un intreccio di anniversari che raccontano una storia lunga e feconda:  

  • 50 anni della casa SMA-NSA di Feriole,  
  • 170 anni dei padri SMA,  
  • 150 anni delle suore NSA,  
  • 200 anni dalla nascita di p. Agostino Planque.  

Eppure, ciò che colpisce non sono i numeri, ma la freschezza della missione che si respira.  

La sensazione che la storia non solo continui, ma fiorisca ancora, forse più di prima.

Camminando tra lo stand gastronomico e le risate della gente, era impossibile non percepire la bellezza di questa comunità: padri, suore, laici che qui sono di casa. Tutti con la stessa naturalezza nel dire: «Qui ci si sente in famiglia». E non era una frase fatta. Lo si vedeva nei gesti: chi ascoltava, chi accompagnava, chi serviva ai tavoli senza farsi notare.

Le tre suore della comunità, sr Mary Amoako, sr Annamaria Schiavon e sr Annarosa Crippa, portavano quella delicatezza che è tipica delle NSA: una presenza discreta, ma capace di scaldare il cuore.

Tra i momenti più intensi, uno resterà inciso nella memoria di tutti: il giuramento perpetuo di Anselmo Fabiano, che ha scelto di impegnarsi per tutta la vita nella Società delle Missioni Africane.

Quando Anselmo ha pronunciato il suo “”, c’è stato un profondo silenzio. Come se tutta la comunità, in quel momento, dicesse con lui: “La missione continua”. Accanto a lui, la mamma Dalia e p. Giuseppe Brusegan, testimoni di un cammino che ora si apre definitivamente all’Africa e al Vangelo condiviso.

La conferenza di don Andrea Toniolo sull’enciclica “Magnifica humanitas ha offerto un respiro ampio: l’umanità come luogo di incontro, responsabilità, cura. Parole che sembravano cucite su ciò che la SMA-NSA vive ogni giorno: una fraternità che attraversa culture, lingue, storie diverse.

La festa è stata anche tempo di saluti e nuovi inizi: p. Dario Dozio in partenza per la Costa d’Avorio, p. Leopoldo Molena accolto come nuovo superiore, p. Davide Camorani tornato dopo cinque anni in Repubblica Centrafricana. 

I 50 anni di ordinazione di p. Renzo Mandirola, guida discreta e fedele per generazioni, hanno concluso i due weekend di festa.

Ogni passaggio dice una cosa semplice: la missione non si ferma. Si rinnova, si trasmette, si fa continuamente strada. Quello che resta, ora che le luci si sono spente, è una certezza: la missione è contagiosa. L’abbiamo vista negli occhi dei giovani che servivano ai tavoli, nelle famiglie che partecipavano alle celebrazioni, nei volontari instancabili. L’abbiamo sentita nella gratitudine di chi torna ogni anno perché qui ritrova qualcosa che altrove manca: una comunità che accoglie, che ascolta, che cammina insieme. E mentre il cortile torna silenzioso, rimane un grazie. Un grazie che profuma di futuro, di passi condivisi, di missione che continua.